Abstract. La mediaconciliazione civile e commerciale continua a rappresentare, dopo oltre un decennio di applicazione del D.Lgs. 28/2010, un passaggio procedurale carico di insidie. L’orientamento più recente della Suprema Corte ha chiarito natura e limiti della condizione di procedibilità, con ricadute decisive sulle strategie difensive delle parti.
Nella prima parte si ricostruisce il quadro giurisprudenziale sulle ipotesi di improcedibilità della domanda per mancato o irregolare esperimento della mediazione, distinguendo tra assenza totale del tentativo, partecipazione meramente formale e mancata comparizione personale delle parti. Particolare attenzione è dedicata al potere–dovere del Giudice di disporre la rinnovazione del procedimento e ai margini di sanatoria in corso di causa.
La seconda parte è dedicata ai profili deontologici dell’assistenza legale in sede di ADR: la mediazione viene inquadrata non come mero adempimento burocratico, ma come sede privilegiata di definizione negoziale della lite. Vengono proposte alcune linee guida operative per la redazione del verbale, per la tutela della riservatezza delle dichiarazioni e per la successiva spendibilità degli accordi in giudizio.